Laura & Gianluca - Costa Crociere - Spagna, Baleari, Tunisia, MaltaIspirata alla musica, i suoi ambienti colorati e allegri sono personalizzati con diverse note musicali che ne caratterizzano l’atmosfera. Il segreto della sua bellezza è la varietà di stili. A bordo di Costa Pacifica tutto stupisce, trascina, diverte e le emozioni non finiscono mai, con il Simulatore di Gran Premio, lo spettacolare ponte esterno con il tetto di cristallo e il cinema di notte, il teatro con una tecnologia esclusiva che offre la massima qualità del suono. Per regalarvi momenti di assoluto benessere c’è poi Samsara Spa, con i suoi rituali orientali e le sue magiche atmosfere COSTA PACIFICA:
Benefit e Servizi
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Itinerario Magico Mediterraneo:
ITINERARIO:
GIORNO/PORTO ARRIVO/PARTENZA
22/06/2009:Savona 17.00
23/06/2009:Barcellona (Spagna) 13.00 19.00
24/06/2009:Palma (Baleari) 07.00 13.00
25/06/2009:Tunisi (Tunisia) 13.00 19.00
26/06/2009:Malta 08.30 17.00
27/06/2009:Palermo 08.00 17.00
28/06/2009:Civitavecchia/Roma 08.00 19.00
29/06/2009:Savona 09.00
Per gli sposi il pacchetto "RUBY":
1 Bottiglia di spumante (Conti di Bernardi)
1 vassoio con 12 canapés freddi
1 cesto di frutta riempito quotidianamente
Lettera di Benvenuto del Comandante
Invito al cocktail VIP
SAVONA
Cristoforo Colombo passò anche di qui: ma, attenzione, non per partire alla ricerca di nuove terre da conquistare per i commerci dell'impero spagnolo. Colombo qui si limitò a coltivare la terra e a restare per poche soste, prendendo appunti sui propri viaggi e riordinando le idee per le prossime sfide sul mare.
Sulle alture di Savona, una cascina tra orti e frutteti, esiste anche la "casa di Colombo", una delle tante sparse per la Liguria, visto che sono molte le cittadine che si arrogano l'onore di aver dato natali e residenza al grande navigatore: Genova, Terrarossa di Moconesi, oltre alla stessa Savona. Ma se c'è un monumento importante per questa città, ricca di storia e d'attività legata soprattutto al proprio porto, questo è indubbiamente il Priamar, il castello che domina la roccaforte sullo scalo e che, da qualche anno, è stato restaurato. E' proprio sul promontorio del Priamar che si sarebbe stabilita la prima comunità alleata di Cartagine contro Roma, descritta già nel 205 a.C. dallo storico latino Tito Livio come "Savo Oppidum Alpinum".
L'importanza di Savona decresce rapidamente dal momento in cui Roma fonda la città Vada Sabatia, l'attuale Vado, ma dopo le invasioni barbariche diventa un importante insediamento bizantino.
Savona fu distrutta nel 643 da rotari e longobardi, ma, durante il IX e X secolo, diventa capitale della Marca Aleramica e, successivamente, un libero comune aumentando notevolmente la sua importanza marittima e commerciale e intensificando i suoi traffici soprattutto con la Francia, la Spagna e il nord Africa. La vicinanza con Genova, con la quale per altro anche oggi i savonesi vivono un rapporto conflittuale e campanile, ha spesso messo in difficoltà Savona che, dopo resistenze e battaglie, ha, però, finito per accettare la supremazia della "Superba". Anche Savona, però, trovò il modo di accrescere il proprio prestigio; questo avvenne con l'elezione al soglio pontificio di Sisto IV e Giulio II. Fu l'ultimo cenno di fama di Savona che, dopo la conquista definitiva da parte dei genovesi, nel 1528, cadde in una crisi profonda fino all'avvento di Napoleone. Diventata parte del Regno di Sardegna, viene riconosciuta come provincia solo nel 1927. La città, oggi, vive intorno al porto e alla fortezza del Priamar che è l'autentico simbolo di Savona. Due sono le versioni sull'origine di tale nome: secondo la prima, il "Priamar" deriverebbe il suo nome da "Pietra sul Mare", in quanto la Fortezza sorge su un promontorio roccioso che si affaccia sul mare ligure. La seconda versione ne fa derivare il nome da "Petra Mala", per il fatto che le rocce su cui è fondata sono d'origini sedimentarie e pertanto caratterizzate da un elevata friabilità. All'interno delle mura della fortezza, che annoverava una scuola e un centro di giochi, crebbero Giulio II e Sisto IV e, sempre qui, furono celebrate le glorie del libero Comune (1191) dopo la vittoria dei Ghibellini.
Castello, fortezza e anche prigione, ospitò tra il 1830 e il 1831 anche la prigionia di Giuseppe Mazzini. Durante l'ultima guerra mondiale, la Fortezza venne impiegata per controllare il traffico del porto di Savona e fu rifugio antibomba. Savona è il centro più importante dell'immediata riviera di ponente. a poca distanza sorgono alcune delle più belle e importanti cittadine balneari liguri come Alassio, Loano, Varazze e Albissola, famosa per la sua lavorazione delle ceramiche.
PALMA DI MAIORCA
La più grande e frequentata isola delle Baleari è Maiorca, poco meno di mezzo milione di abitanti su una superficie di 3660 chilometri quadrati. L'isola da est a ovest misura circa 100 chilometri e, da nord a sud, è lunga almeno altri 75. Il suo clima è mite d'inverno e di un caldo certamente piacevole in estate, mitigato da un po' di vento che si alza dalla catena montuosa della Sierra del Norte, le cui vette boschive sono le elevazioni maggiori dell'isola (fino ai 1445 metri). Il vento è stato una delle prime risorse d'energia conosciute dalla popolazione dell'isola, dedita alla coltivazione delle proprie fertilissime pianure e all'allevamento: i frutteti e le serre I caratteristici mulini a vento, e la vegetazione ricca di pini e querce costituiscono un colpo d'occhio davvero piacevole. Molto caratteristiche anche le coltivazioni a terrazza dell'entroterra, simili a quelle che si possono trovare in Liguria e in alcune zone dell'Appennino tosco - emiliano, e che producono una notevole varietà di olive, mandorle, uva e albicocche.
Il litorale, lungo 400 chilometri, offre bellissimi contrasti rappresentati dalle impressionanti scogliere della parte occidentale, che nascondono e proteggono piccole e idilliache insenature (calas), e dal resto dell'isola soavemente accidentata. La storia di Maiorca inizia 1.000 anni a.C., durante l'era talaiotica, rappresentata da alcuni monumenti rimasti sull'isola. Divenne, nel II secolo a.C., il rifugio più protetto dei pirati del Mediterraneo. La dominazione più importante, dopo quella romana, fu, senza dubbio, quella araba che s'impose sull'isola fino all'VIII secolo d.C. prima della riconquista spagnola avvenuta nel 1229, durante questo periodo Maiorca vide accrescere notevolmente sia le ricchezze economiche sia quelle artistiche. Da allora Maiorca è considerata una provincia spagnola a tutti gli effetti, una sorta di "costola" geografica e amministrativa della penisola iberica. Palma, la città più importante dell'isola, famosa per il suo porto e per la sua intensissima vita turistica, presenta tre zone distinte: la città vecchia, circondata dalle mura e che ha il suo centro nella Cattedrale; la città moderna, che si sviluppa verso ovest lungo il Golfo, e la zona del porto e delle passeggiate ai piedi della cattedrale prospiciente il porto.
La cattedrale, la cui costruzione impiegò quasi 400 anni, è stata restaurata ai primi del '900 dal celebre architetto di Barcellona Antonio Gaudí, progettista della Sagrada Familia. Imponenti le dimensioni dell'edificio; il rosone dal diametro di circa 13 metri, è uno dei più grandi del mondo. Notevole, nel presbiterio, la cattedra episcopale in marmo; da notare anche i rilievi quattrocenteschi. Il pezzo più pregiato del Museo della Cattedrale è un tabernacolo d'argento usato per le processioni.
Molto caratteristico è il cosiddetto quartiere storico di Pueblo Espanol, così come, interessante destinazione turistica, sono anche le Grotte del Drago, la cui leggenda, come ogni percorso speleologico che si rispetti, è ammantata di mistero e di fascino. Le grotte si estendono per alcuni chilometri nel sottosuolo e la parte visitabile, in un percorso musicale di grande particolarità, conduce a saloni di grandezza impressionante e ad alcuni dei numerosi laghetti sotterranei, di cui i cunicoli sono ricchissimi. Celeberrima per le attività balneari e gli sport nautici, Maiorca offre eccellenti opportunità culinarie: come tutte le località di spiccata tradizione turistica Maiorca offre una cucina internazionale, ma si consiglia tuttavia di provare quella locale, tipicamente mediterranea, che ha il suo ingrediente caratteristico in un condimento fatto di erbe e verdure locali (pomodori, melanzane, zucchine, peperoni) soffritti insieme, cui vengono accompagnati numerosi piatti di pesce, tra i quali, i più conosciuti e affermati, sono la caldereta de langosta e la caldereta de peix.
TUNISI
Tunisi, con i suoi 700.000 abitanti, è capitale della Repubblica tunisina, ed è anche il fulcro politico ed economico del paese. Il centro della città, nonostante il porto e il centro cantieristico, tra i più attivi di tutta l'Africa, è curiosamente situato nella parte interna della costa, a circa 10 chilometri dal mare, all'estremità orientale di una laguna profonda da uno a due metri.
Quella della laguna, difficilmente navigabile e comunque non praticabile per le navi di un certo tonnellaggio, è stata una difficoltà logistica superata solo nel secolo scorso quando, nel 1890, fu aperto un canale che collegava la città al suo avamporto de La Goulette. Il canale lungo 10 km, permette ancora oggi a navi, con un pescaggio inferiore ai 6,5 metri, di poter raggiungere le banchine del porto di Tunisi. Due grandi dighe, che fiancheggiano il canale, rendono più sicura la stabilità del canale.
Le origini di Tunisi sono antichissime: gli storici ritengono addirittura si tratti di una città anche più antica della leggendaria Cartagine: quasi sicuramente fu uno dei primi centri abitati del Mediterraneo. Durante le tre guerre puniche si schierò attivamente dalla parte di Cartagine nella sua sfortunata lotta contro Roma. Verso la fine del sec. VII d.C., dopo la definitiva distruzione di Cartagine per mezzo degli Arabi, ne accolse la popolazione superstite scacciata dal luogo natale dagli invasori. Nell'894 divenne per la prima volta capitale e tale rimase per breve tempo.
Nel 1270 il Re di Francia Luigi IX cercò invano di conquistarla. La città raggiunse il periodo di maggior splendore tra il sec. XIII e XVI, sotto la dinastia degli Hafsidi. A questo periodo risale la creazione della maggior parte dei souks: Tunisi aveva a quell'epoca circa 100.000 abitanti. Da allora è rimasta capitale del paese. Tunisi, anche per la notevole influenza della Francia, il cui primo tentativo di conquista della città risale al 1270 con Luigi IX, è una città dal doppio volto, arabo ed europeo. Anche se il culto dell'Islam affiora dietro ogni angolo, è notevole la percentuale di cattolici all'interno del paese. Questa doppia caratteristica si rivela costantemente in ogni panoramica della città, che è affascinante anche per la convivenza di molti elementi d'assoluto contrasto che qui sono diventati uno stile inconfondibile.
Il luogo di culto più importante di Tunisi è la Moschea dell'Ulivo, il più grande e più venerato Santuario islamico di Tunisi; la sua prima costruzione risale al 732, ma l'edificio attuale fu certamente ricostruito dagli Hafsidi tra il XIII e il XV secolo. Nella sala della preghiera si possono ammirare le antiche colonne bizantine e il mihrab adorno di stucchi; all'esterno, il minareto alto 44 metri, e costruito nel 1894, è il punto di riferimento nell'ora della preghiera di tutti i musulmani della città. Tunisi vanta personaggi storici che, ormai, per tutto il paese, sono assurti al ruolo di autentiche leggende: una di queste è senza dubbio la Principessa Aziza, il cui vero nome era Fatima, figlia di Othman Dey. Famosa per le sue opere di bene, giunta al termine della propria vita, affrancò tutti i suoi schiavi e donò tutti i propri beni a varie opere pie. Le tombe di Aziza, del padre e dei suoi servitori sono finemente scolpite nel marmo, mentre la parte centrale è decorata con ceramiche.
Molto bello anche il parco del Belvedere anche se, indubbiamente, il cuore pulsante della vita commerciale della città è la Kasbah, con il suo dedalo di bancarelle, vicoletti e botteghe dove la contrattazione non solo è d'obbligo, ma diventa una sorta di spettacolo.
Il Museo del Bardo, dopo quello egiziano del Cairo è il più importante di tutta l'Africa settentrionale e contiene in primo luogo la più grande collezione di mosaici romani del mondo intero. Il museo comprende sei sezioni, preistorica, punica, romana, pagana, paleocristiana, arabo - musulmana. Le collezioni esposte sono distribuite su tre piani.
Le rovine di Cartagine, la città che contese il predominio sul Mediterraneo a Roma, sono a poca distanza da Tunisi, qui, purtroppo, della Cartagine punica rimane ben poco: una necropoli, le fondamenta di un quartiere abitativo, la traccia degli antichi porti. La leggenda racconta che la regina Didone fondò la città e si immolò sul rogo. La seconda Cartagine risuscitata dagli imperatori romani ha lasciato importanti testimonianze: l'Odeon, il Teatro, basamenti di ville e terme. Il fascino archeologico di questi luoghi è paragonabile solo ai templi dell'antica Grecia.
Molto caratteristico è anche il villaggio di Sidi Bou Said che con le sua case calcinate, i suoi portali blu, i suoi balconi ed i suoi giardini sommersi di fiori, risulta essere uno degli angoli più orientaleggianti di tutto il nord Africa. Esso si presenta con viuzze strette e ripide, case che nascondono giardini coloratissimi e cupole che si stagliano sul verde della vegetazione e sul blu cangiante del mare.
Le specialità gastronomiche tunisine sono molto varie e squisite. La cucina tunisina è arricchita da sapori e spezie come anice, coriandolo, harissa, cumino, menta, acqua di rose, fiori d'arancio e rosa canina. Il cuscus con l'agnello e con l'orata è senza indugi il piatto nazionale.
MALTA
I greci erano convinti dell'origine divina di quest'isola, posta in posizione privilegiata al centro di correnti ideali, nel canale del Mediterraneo tra la costa nordafricana e la Sicilia. Qui avevano identificato la residenza ufficiale della ninfa Calypso che viveva nella vicinissima isola di Gozo. L'arcipelago di Malta ha, dunque, un'origine certamente antica e quasi mitica. Secondo le leggende cantate da Omero nell'Odissea qui sarebbe approdato Ulisse nel suo interminabile viaggio verso Itaca, e questo regala un alone misterioso e romantico a questa terra che conosce momenti di grande splendore con i greci ma, soprattutto, nel medioevo quando le sue fortificazioni diventano appoggio per le spedizioni cristiane in terra santa durante le Crociate. E' a questo periodo che si deve la nascita dei Cavalieri di Malta, un'istituzione tra le più potenti, influenti e autorevoli nella storia del Mediterraneo. Finite le guerre Malta si afferma una terra di pace e sostanzialmente di traffici marittimi e commerciali: da qui passano rotte importanti che arricchiscono i maltesi di molte relazioni internazionali e anche di traffici fondamentali come quelli di grano, olio, vino e spezie. Dopo un lungo periodo di splendore commerciale Malta subisce la prima disastrosa invasione dei turchi alla metà del XVI secolo: l'isola viene messa a ferro e fuoco, ma cavalieri e maltesi riescono a cacciarli.
La drammatica esperienza di questo dominio convince i maltesi alla realizzazione di una fortificazione ancora più ambiziosa, ed è così che nasce la Valletta. Quindi, nel periodo meno nobile del cavalierato, i maltesi subiscono l'invasione dei francesi che vengono allontanati solo con l'intervento inglese, la cui supremazia coloniale dura fino a tutta la seconda guerra mondiale.
Malta ottiene prima l'indipendenza e poi una completa autonomia dalla Gran Bretagna che le consente una crescita sostanziale sia nel settore della pesca, sia dell'artigianato e, soprattutto negli ultimi anni, del turismo. La Valletta, essenzialmente nata come fortificazione militare, é la città più importante di Malta, capitale amministrativa, commerciale e istituzionale dell'isola, città molto dinamica che vive fondamentalmente intorno al proprio porto, ma che ha saputo creare su turismo e traffico passeggeri una fiorentissima industria ricca di eventi, manifestazioni e motivi d'interesse continui nell'arco dell'anno. Belle le fortificazioni e i numerosissimi esempi architettonici che si devono all'epoca dei cavalieri.
PALERMO
Ideale ponte tra l'Europa e l'Africa, con i suoi 700 mila abitanti, Palermo rappresenta non solo una città d'importanza metropolitana, ma anche uno straordinario capoluogo d'arte, cultura e tradizione favorita dai traffici marittimi ecommerciali, che la sua storia e posizione strategica ha sempre voluto molto intensi.
Stando a ricerche ormai determinate con grande sicurezza, Palermo, un tempo denominata Panormus, per la profonda insenatura che consentiva l'approdo, fu abitata fin dalla preistoria in grotte e ripari alle pendici del monte Pellegrino che, con i suoi 660 metri di altezza sovrasta la città. In seguito fu città greca, punica, romana, cartaginese, bizantina e nel IX secolo saracena, divenendo una delle più splendide città del tempo.
Le sue caratteristiche moresche, intrecciate con quelle dei normanni, che arrivarono immediatamente dopo i saraceni a dominare per lungo tempo la città e gran parte dell'isola, sia sotto l'aspetto militare sia amministrativo. Fu resa leggendaria da Federico II, che vi installò la sua corte cosmopolita, favorendo la creazione di un centro culturale fervidissimo.
Dopo il periodo Angioino, in cui perse il primato del Regno a vantaggio di Napoli, e dal cui governo si liberò con la rivolta dei Vespri (1282), rifiorì sotto gli Aragonesi. Seguì il dominio spagnolo e, più tardi, quello borbonico, al quale pose fine Garibaldi con la spedizione dei Mille il 27 maggio 1860.
I contrasti tra tutte queste culture, ognuna delle quali ha lasciato il proprio testamento architettonico nella città storica e negli immediati dintorni, sono la caratteristica senza dubbio più interessante di un tessuto urbanistico colorato e vivo, almeno quanto quello sociale: gli esempi di architettura normanna più interessanti, autentici capolavori storici e artistici, sono il Palazzo dei Normanni di Piazza della Vittoria, all'interno del quale spicca la famosa Cappella Palatina (1132), dedicata agli apostoli Pietro e Paolo e ricca di mosaici, nonché felice fusione di arte romanica, araba e bizantina.
Il simbolo stesso della città, e non solo per la sua importanza religiosa e di culto, è, in ogni modo, la cattedrale di Monreale che, realizzata nella seconda metà del XII secolo, risulta essere una delle chiese più belle, possenti e armoniose tra quelle dedicate all'Assunta.Monreale rappresenta anche un autentico must per i suoi mosaici. Posta a 7 chilometri a sud di Palermo, su una meravigliosa altura panoramica che domina la Conca d'Oro e la vallata del fiume Oreto, divenne uno dei punti di riferimento più importanti della città quando Guglielmo II vi eresse la Cattedrale e il monastero benedettino.
Arte e ricchezze architettoniche a parte Palermo è uno splendido angolo di costa che offre imperdibili attrattive balneari: il clima in primavera e autunno consente, infatti, deliziosi bagni fuori stagione in un ambiente davvero straordinario. Cefalù, centro marittimo a 74 chilometri da Palermo, è una delle più rinomate località della costa settentrionale della Sicilia, famoso anche per i monumenti e palazzi storici anche in questo caso inseriti in un contesto molteplice che deve le sue principali influenze ad arabi, normanni e spagnoli.
L'esempio più importante in tal senso è, senza dubbio, la Cattedrale, una splendida costruzione normanna il cui interno presbiteriale luccica di mosaici su fondo oro. Molto accattivante anche tutto il centro medievale, arricchito da decine di botteghe artigiane dove il ferro battuto assume contorni di straordinaria abilità.
Un cenno lo merita, senza dubbio, la gastronomia palermitana celeberrima per i suoi piatti, ricchi, elaborati, ma al tempo stesso preparati con prodotti semplici e molto genuini: gustosissima è, ad esempio, la pasta con le sarde, con le alici in bianco o al pomodoro, con le melanzane o con le seppie. Tipiche le melanzane ripiene, gli arancini, il polpo stufato, il pesce spada, il tonno in cipollata, il nasello alla palermitana. Senza peraltro dimenticare i dolci che in Sicilia hanno tutta una loro tradizione: la cassata di ricotta e gelate, la frutta candita, le paste di mandorle, i frutti di Martorana (marzapane) e i torroni. Un gradevole spuntino, anche se da queste parti si preferisce per colazione, è la granita siciliana che, sotto la frutta fresca, nasconde un cuore dolce di squisito caffè.
CIVITAVECCHIA/ROMA
Le prime notizie di Civitavecchia si riferiscono a Centocelle, antichissimo borgo che, in pratica, era una sorta di porto per l'Etruria, ma anche un luogo di fiorentissimi traffici. Nei suoi annali Plinio il giovane fa chiaramente riferimento a Centocelle come alla località dove si tenne un concilio di pace organizzato dall'imperatore Traiano. Centocelle altro non è che la definizione delle abitazioni di questo villaggio che sembravano simili a tanti alveari con piccole e numerosissime stanze o anche alle piccolissime baie che interrompevano la costa e che consentivano l'accesso e la partenza delle navi.
Essendo una zona riparata ma di facile accesso al mare, Traiano fece costruire qui la sua villa più bella: fu lui a iniziare i lavori del porto la cui struttura fondamentale è rimasta identica fino ad oggi. Civitavecchia si assunse l'onere di gestire la maggior parte del traffico marittimo destinato a Roma quando il porto di Ostia, alle foci del Tevere, si rivelò insufficiente a questo scopo. La prima descrizione del porto è proprio di Plinio che descrive i moli e la vista della villa di Traiano. La forma, molto particolare, del porto è attribuita all'architetto Apollodoro che aveva ornato la struttura originale dello scalo con rilievi e statue. Decaduto l'impero romano, Civitavecchia non perde certamente la sua importanza marittima , anzi, in pochi secoli, si conferma il primo porto del Tirreno contendendo questa supremazia a Pisa e attirando su di sé le attenzioni dei pirati turchi. Il porto, pur continuamente adeguato e riadattato non cambia la sua sostanziale struttura che rimane quella dell'epoca romana.
Oggi Civitavecchia è un porto decisamente moderno e dinamico, votato al traffico leggero e al movimento dei passeggeri verso le isole tirreniche, ma continua a mantenere la struttura originale del porto romano. Scalo privilegiato per una sosta tra i meravigliosi ricordi storici delle civiltà romane ed etrusche, annovera un centro storico e un borgo medievale decisamente pregevole e ben conservato.